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Prodotti Tipici Della Sardegna

Cannonau 60% Merlot 20% Montepulciano 20%

Il Cannonau, una delle uve più antiche del Bacino del Mediterraneo, il Nugoresu ne contiene il 60% per mantenere alta la tradizione e la territtorialità del centro Sardegna.

A fargli compagnia, all’interno del blend, ci sono il Merlot e il Montepulciano uve di grande spessore e longevità.Il Merlot è un vitigno a bacca nera, il cui nome deriva dalla particolare predilezione che ha il merlo per le sue bacche.In purezza produce un vino che solitamente viene descritto come facile alla beva per via della sua morbidezza, quindi essenziale per contrastare la forza tannica del Cannonau e del Montepulciano.Il Montepulciano è una delle uve più importanti del centro Italia.Le sue uve sono capaci di espressioni di levatura mondiale per potenza, eleganza e ampiezza delle nuances olfattive. Adatto ai tagli, i vini a base di Montepulciano si caratterizzano per i tannini fitti, morbidi e non molto aggressivi, per i sentori di ciliegia e di marasca, per il finale pieno e sostenuto da una notevole forza estrattiva e alcolica.

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Nugoresu Nugoresu Nugoresu
Pubblicato in Sardegna

                                                                                                                                       

Storia Della Cantina

L’Azienda vitivinicola Giuseppe Carboni, nasce negli anni 90  quale risultato della passione del titolare, che pian piano trasfonde in competenza ed esperienza ed, infine, diventa testimonianza ed eredità per i suoi giovani figli. La filosofia ispiratrice della cantina è quella di coniugare la tradizione millenaria di coltivazione e produzione del vino, ereditata dalla generazioni che lo hanno preceduto, al costante lavoro di studio che, tra tradizione e innovazione ricerca la sintesi per ottenere vini sempre migliori, guardando al gusto del mercato e alle tecniche enologiche più moderne, pur mantenendo inalterate quelle proprietà che rendono unici i vitigni, il terreno e il microclima – in una parola il terroir – delle colline del Mandrolisai. La cantina Carboni  ama mantenere l’idea che il vino sia un prodotto di famiglia, che scaturisce da uno speciale legame con la terra e i suoi ritmi. Ancora oggi, tutta la famiglia, effettua le operazioni di cura necessarie al mantenimento di una qualità che è, prima di ogni altra cosa, un gesto d’amore nei riguardi della natura e di chi la rispetta e la asseconda con l’accortezza del lavoro umano. Questa cantina è il testimone della storia di una piccola comunità di contadini, quella ortuerese, figlia di tante altre storie che si intrecciano in maniera naturale, dalle quali, però, emergono, splendidi, i vitigni autoctoni meritevoli di ancora maggiori riconoscimenti e tutele, meritevoli di essere conosciuti per qualità, eccellenza della produzione e varietà e di attente politiche di valorizzazione e sostegno da parte delle istituzioni tutte. Narra la storia di una famiglia che, guardando in maniera orgogliosa e consapevole al meglio della propria tradizione millenaria, intende proiettarla, fiduciosa, nel futuro dei propri figli, ai quali affida l’onere di trasfondere gli antichi saperi in un innovativo progetto enologico capace di dedurne e sintetizzarne le potenzialità più originali. I vitigni prevalenti sono il cannonau, il bovale sardo (muristellu), il monica e il nasco. La natura dei terreni dona un'uva che esprime caratteristiche qualitativamente eccezionali. Ogni vite è coltivata infatti nel rispetto dell'ambiente e produce solo pochi grappoli, molto ricchi di sapori e profumi, che donano al vino forza,armonia ed eleganza, trasmettendo ai sensi il calore del sole, gli aromi e i profumi di questo territorio. 

 

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Pubblicato in Sardegna

                                                                                                                                       

Storia Della Cantina

Bisceglia rappresenta un’importante e dinamica realtà vitivinicola del sud Italia. Fondata nel 2001 da Mario Bisceglia. La filosofia dell’azienda è quella di portare nel mondo Vini di alta qualità, valorizzando le peculiarità del territorio di origine vulcanica attraverso la produzione di vini autoctoni e internazionali, tutti coltivati nel sud Italia. Al centro dell’Azienda si trova l’innovativa cantina, progettata dagli architetti Hikaru Mori e Domenico Santomauro, struttura moderna e distintiva, dove attività, spazi e pubblico convivono in un corpus unico con la cultura del vino e del mediterraneo. L’ Azienda si sviluppa su un’area collinare incontaminata ricca di flora e fauna, caratterizzata da un microclima mediterraneo dove l’equilibrio delle escursioni termiche offre al terreno calcareo-argilloso e “ricco di potassio”, le condizioni ideali per la coltura della vite e dell’olivo. La denominazione dell’ Aglianico del Vulture Doc si riferisce all’area del Nord della Basilicata. Più precisamente, comprende 15 piccole città, inclusa Lavello e l’azienda Bisceglia.. L’origine Vulcanica fa la differenza per ottenere la migliore qualità dell’Aglianico del Vulture Doc. Quaranta ettari nel cuore della doc divisi tra i vitigni autoctoni Aglianico del Vulture Doc, Moscato oltre a una selezione di vitigni Internazionali (Merlot, Syrah e Chardonnay). A questi si aggiunge la produzione di vitigni autoctoni delle altre regioni Campania (Falanghina Igt Benventano) e Puglia (Primitivo Igt). Il clima è mediterraneo con inverni miti ed estati calde con elevate escursioni termiche che favoriscono il colore delle uve e la complessità polifenolica.

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Pubblicato in Basilicata

                                                                                                                                       

Storia Della Cantina

Una storia lunga oltre un secolo

La Casa Vinicola Armando Martino porta il nome del suo innovatore Armando. Nasce negli anni ‘40 a Rionero in Vulture come naturale evoluzione dell’attività precedentemente avviata da suo nonno verso la fine dell’800 e continuata da suo padre Donato. L’antica azienda, dedita al commercio di uve, mosti e vini, si è orientata sempre più verso la produzione di uve, con l’acquisto di vigne nell’area del Vulture, la vinificazione e commercializzazione di vino in bottiglia con l’attenzione costantemente rivolta al risultato qualitativo offerto ad un prezzo accessibile.Infatti è proprio nell’eccellente rapporto qualità-prezzo, nella passione per la coltura della vite, nel culto della tradizione e delle proprie radici, il tutto interpretato in chiave di grande cultura enologica, tecnologia ed innovazione, che si individuano la mission e i punti di forza di questa Azienda che è una delle più apprezzate realtà del Vulture.Artefici di questa storia di successo tutta lucana sono appunto il titolare, Armando Martino, e sua figlia Carolin.L’azienda lavora uve provenienti esclusivamente dalle fresche e soleggiate colline dell’area del Vulture e del Materano di cui circa un terzo coltivate in vigneti di proprietà e la restante parte acquistate da fidatissimi viticoltori legati da decennali rapporti di fornitura. Tra le tipologie lavorate, naturalmente la fa da padrona l’Aglianico del Vulture (circa 200 tonnellate ogni anno), prodotto di punta dell’Azienda, vinificato in rosso, rosato e bianco. Per quanto riguarda le uve bianche, se ne lavorano annualmente circa 100 tonnellate rappresentate da GrecoMalvasiaMoscatoChardonnay lo stabilimento enologico, sito in Rionero  in Vulture, ha una  capacità produttiva e  di stoccaggio di oltre 7  mila ettolitri tra  vini rossi, rosati, bianchi, spumanti e grappe. Dispone di locali funzionali che integrano tradizione e modernità ospitando moderni impianti di vinificazione e di imbottigliamento.  Degno di nota è il suggestivo intrico di grotte naturali di tufo, ristrutturato senza intaccarne l’originaria bellezza, adibito ad area destinata all’invecchiamento. Gli uffici e i locali per la degustazione dei vini, molto curati e ricercati nei particolari, risultano caldi e accoglienti ai numerosi ospiti e visitatori.

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Pubblicato in Basilicata

                                                                                                                                       

Storia Della Cantina

Due fratelli. Luca e Sara. Innamorati di un sogno tanto da decidere di lasciare altre strade e altre carriere e cominciare a fare i vignaioli. La gran parte dei vigneti di cui si prendono cura sono frutto del sogno di altri due fratelli Carbone,Vittorio (padre di Luca e Sara) ed Enzo che. agli inizi degli anni 70, scelgono due luoghi mozzafiato, le contrade Monte Lapis e Piani dell’Incoronata a Melfi, piantano uva e producono vino aglianico. Sul finire degli anni ottanta altre sfide attendono i fratelli Carbone che decidono di continuare a produrre uva, ma non hanno più tempo per la cantina.La pausa si protrae fino agli anni duemila, quando Luca matura la decisione di voler fare il contadino, con il fermo convincimento di non volersi occupare di altri aspetti ,(“tuttalpiù il cantiniere”, dirà fieramente ) e Sara, che vive da tempo con la valigia sotto il letto, non vede l’ora di organizzarsi al meglio possibile per lasciarglielo fare.Ne viene fuori una strana coppia, sempre in dialettica sui vini da fare.Su una cosa sono sempre d’accordo: essenziale è un buon lavoro in vigna, esiziale sarebbe mettere in bottiglia ciò che non convince loro per primi.Del 2005 sono la prima vinificazione di aglianico e i progetti della cantina, della bottaia ipogea e dei nuovi vigneti.Oggi si occupano della coltivazione di quasi 18 ettari, di cui 8 di nuovo impianto, tra aglianico, fiano e moscato. La produzione attuale è circa 35000 bottiglie.Si definiscono moderni artigiani che appena svegli guardano il cielo, ma corrono in cantina a fare travasi senza guardare la luna. Sono convinti che gli ingredienti necessari a produrre buoni vini siano due: uva sana e il tempo.

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Pubblicato in Basilicata

                                                                                                                                       

Storia Della Cantina

Tenute D'Auria è una nuova azienda vinicola, nata con l'obiettivo di creare e commercializzare due eccezionali ed antichi varietali tipici della Basilicata: l'Aglianico e la Malvasia. Il nostro scopo è quello di elevare queste uve alla loro massima espressione e di essere riconosciuti non solo come un'azienda vinicola esclusiva e di altissima qualità, ma anche come forte sostenitrice dei  magnifici tesori di questa regione così poco conosciuta. La nostra ambizione è sostenuta da un alacre e costante impegno e supportata da una filosofia di intransigente devozione verso il vino e la terra da cui nasce. La benevolenza di Madre Natura, il palato di un artista straordinario, le più recenti innovazioni nelle tecnologie di vinificazione, tutti elementi necessari per produrre un grande vino, sono, tuttavia, difficili da mettere insieme. La nostra azienda può vantare tutti questi "ingredienti" e il risultato è gloriosamente manifesto in ogni bottiglia. I vigneti di Tenute D'Auria sono idealmente ubicati sulle pendici più basse e orientali del Monte Vulture, tra i paesi di Rapolla e Barile. La qualità ed età delle viti, il suolo vulcanico ricco di minerali, le nostre lunghe e soleggiate estati e, non di meno, il modo in cui la brezza si fa sentire durante le serate di primavera e d'autunno, sono tutti elementi che contribuiscono a creare un incomparabile terroir.

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Pubblicato in Basilicata

                                                                                                       

 Storia della Cantina

La cantina dell'Azienda Agricola Musto Carmelitano è situata nel paese di Maschito. Attorniata da alberi da frutto e orticelli biologici, si erge la nuova cantina costruita nel 2006, dalla struttura moderna e funzionale, dotata di ogni attrezzatura necessaria alla produzione del vino. In un ampio e unico ambiente coabitano la zona di vinificazione, caratterizzata da vasche in acciaio e vasche in cemento ristrutturate, la bottaia all'interno della quale avviene l'affinamento di una parte del vino, una zona rialzata adibita ad ufficio e una sala degustazione dotata di un'ampia vetrata che permette un'ottima visuale di tutta la cantina. Ogni lavoro in cantina viene effettuato da Elisabetta e Luigi con la collaborazione e supervisione dell'enologo Sebastiano Fortunato. 

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Pubblicato in Basilicata

                                                                                                                                       

Storia Della Cantina

Una tra le più rinomate aziende vinicole del Mezzogiorno è CANTINA di VENOSA, azienda dell’omonima città lucana. Cantina di Venosa, fu costituita nel 1957, da n° 27 soci promotori, la volontà, la costanza, la capacità di aggregazione di questo gruppo di viticoltori ha fatto si che oggi la Cantina conta 400 soci, con una superficie di 800 ettari circa, la maggior parte nel Comune di Venosa che è il maggior produttore di uva Aglianico della zona del Vulture. Gli impianti di cui dispone sono all’avanguardia, ma tecnica, amore e cura sono quelli della tradizione: attenta gestione dei soci nelle operazioni di vendemmia, selezione delle uve migliori, attenzione nelle fasi di macerazione e fermentazione, meticolosità nelle fasi di affinamento, in cui l’Aglianico viene trasferito in carati di rovere francesi e Slavonia, per ottenere la qualità superiore per cui eccelle. L’Aglianico sarebbe stato introdotto in Italia dai Greci, all’epoca della fondazione di Cuma o poco più tardi, mentre la trasformazione del nome Hellenica in Hellanica e quindi in Aglianico deve farsi risalire alla fine del XV secolo, al tempo del dominio degli Aragonesi nel Regno di Napoli. Raffinatezza e delicatezza sia nel gusto sia nel profumo contraddistinguono l’uva, che è possibile cogliere nel vitigno coltivato sui terreni collinari del Vulture, requisiti che hanno riconosciuto all’Aglianico del Vulture la Denominazione di Origine Controllata.

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Pubblicato in Basilicata

                                                                                                                                       

Storia Della Cantina

L’Azienda D’Angelo rappresenta in Basilicata la storia dell’ Aglianico del Vulture, nasce intorno agli anni 30, fondata da “Rocco D’Angelo” nonno degli attuali titolari Erminia e Rocco D'Angelo, figli di Lucio D'Angelo. L’attivita’ iniziale e’ stata quella di esportare al Nord Italia le uve fresche di Aglianico che vinificate servivano per “tagliare” vini di poco corpo e di scarso colore. Nel 1971 con l’attribuzione della D.O.C. (denominazione di origine controllata) le cose sono un po’ cambiate in quanto si è cominciato a commercializzare un vino con una propria identita’ e storia. L’Azienda e’ situata nella zona piu’ classica di produzione dell’Aglianico del Vulture tra Rionero, Barile, Rapolla e Ripacandida, conta piu’ di 40 ettari di vigneto, produce circa 400.000 bottiglie nelle diverse tipologie e possiede due cantine una di lavorazione ed una di affinamento in botti e barrique. 

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Pubblicato in Basilicata

Storia Della Cantina

Da più di centoventi anni la tradizione dei Vini Illuminati continua nel tempo. E nel tempo cresce la capacità di innovazione e ricerca, senza perdere la caratteristica essenziale dei prodotti artigianali: un vino genuino, trasparente, che rispecchia il suo territorio. La sapienza dell’arte vinicola si fonde con l’impegno verso sperimentazioni di volta in volta migliori, che non tradiscono mai l’eccellenza. La cantina dispone di tecnologie all’avanguardia, in particolare per la vinificazione. Le tre grotte interne sono completamente termocondizionate e sono utilizzate per la spumantizzazione con metodo classico, per l’invecchiamento in botti di rovere di Slavonia e barriques, per l’affinamento in bottiglia secondo un periodo variabile da 12 a 18 mesi. La ricerca è una costante, con esperimenti fatti sia in cantina che nei vigneti, per avere un prodotto di maggiore qualità e finezza, che abbia personalità e tipicità. Per avere un vino di qualità si deve partire da un vigneto che produca uve di ottimo livello: per questo si investe soprattutto in terreni ad alto potenziale vitivinicolo e si impiegano accorgimenti tecnici, fondamentali per avere risultati eccellenti. Si inizia con l’analisi del terreno fino alla disposizione dei filari, affinché possano ricevere la luce migliore durante il giorno. Ottenuta l’uva di qualità occorre poi la tecnologia e la sperimentazione in cantina, per estrapolare tutto ciò che il grappolo e l’acino offrono. Metodo di fermentazione, temperature, vinificazioni moderne, botti di diverse tipologie di rovere con dimensioni diverse, barriques, periodo di invecchiamento, affinamento in bottiglia. Tutto viene studiato migliorato. Un esempio è la vinificazione delle uve bianche: da diversi anni viene applicata una macerazione pellicolare a bassa temperatura (8-10 °C) che garantisce una gestione del processo prefermentativo di criomacerazione. Le vinacce restano in macerazione in ambiente freddo e saturo di azoto, che consente di ottenere una estrazione aromatica tipica del vitigno utilizzato, esaltando le caratteristiche sensoriali e organolettiche. Per i vini rossi la sperimentazione nella viticoltura è impostata sull’ottenimento di uva con maggiore potenza, corpo e concentrazione, che abbia anche tannini dolci, morbidi vellutati. Dal punto di vista enologico, nella sperimentazione si applicano fermentazioni a temperature diverse o malolattiche, pressature soffici e poco traumatiche per le uve, maturazione in botte e affinamento in bottiglia per ottenere vini di pregio.

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Spiano Costalupo zanna zoom
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